Nella difesa personale non ha senso parlare di “omicidio”.

Alessandro Benigni

Trovo il motto “Si vis pacem, para bellum” perfettamente in linea con la morale tradizionale cattolica e con il buon senso in generale. Morale cattolica che pure, giustamente, pone a fondamento dell’intero discorso etico l’amore verso se stessi.

Questo è anche dal punto filosofico assolutamente sensato e del tutto logico.

È quindi – sintetizzo – non solo legittimo ma anche doveroso far rispettare il proprio diritto alla vita e – in questo – proteggere la vita dei propri cari e dei più piccoli e deboli in generale. A ceffoni, se è il caso, ma anche con una reazione mortale.

Chi difende la propria vita e quella dei più piccoli non si rende per nulla colpevole di omicidio anche se è costretto ad uccidere l’aggressore.

Questo tanto per quella che dovrebbe essere una logica minima universalmente diffusa quanto in particolare per la morale cattolica.

Lo so che lo sapete…

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IL RIFORMATORE DEI CAPPUCCINI TANTO TORMENTATO DALLA CHIESA

JOSEPH RATZINGER :B16 e G.GÄNSWEIN

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A Fra Matteo Serafini vengono attribuiti miracoli e profezie. Eppure non è mai diventato santo

Di tutti i fondatori dei maggiori ordini religiosi è l’unico che non sia mai diventato santo. Matteo Serafini, nato attorno al 1495 nel villaggio romagnolo di Bascio e da tutti conosciuto come Matteo da Bascio, pur avendo dato vita all’Ordine dei frati Cappuccini – col quale volle ristabilire lo spirito originario del francescanesimo – fu un personaggio controverso e non sempre amato all’interno della Chiesa. E con Venezia ebbe un rapporto particolare tanto che, oltre a esservi sepolto, perfino le pietre ne serbano memoria.

Cappuccio lungo e appuntito

La sua osservazione della regola di assoluta povertà (unita alla vita eremitica e alla predicazione libera) ne fecero fin da subito un personaggio molto popolare: grazie all’intercessione della duchessa Caterina Cybo di Camerino, nipote di Gregorio VII, riuscì a ottenere l’approvazione dell’Ordine (il 3 luglio…

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George Berkeley: davvero possiamo astrarre?

Alessandro Benigni

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“Se qualcuno possiede questa meravigliosa facoltà di formare le idee per astrazione, nessuno potrà dirglielo meglio di lui: per quanto mi riguarda, mi accorgo di possedere la facoltà di immaginare, o di rappresentarmi le idee delle cose particolari da me percepite, e di essere in grado di comporle e di separale in vari modi. Posso immaginare un uomo con due teste, oppure il busto di un uomo unito al corpo di un cavallo; riesco anche a considerare la mano, l’occhio e il naso, ciascuno di per sé stesso, astrattamente o separatamente dal resto del corpo. Ma qualsiasi mano o occhio io immagini, deve avere una forma e un colore particolari. Così, l’idea di uomo che mi formo deve essere quella di un uomo bianco o nero, bruno, eretto o curvo, alto, basso o di media statura; per quanti sforzi io faccia, non riesco a concepire l’idea astratta sopra descritta. È…

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“QUINDICINA DELL’ASSUNTA ”: CELEBRARE MARIA TRA ORIENTE E OCCIDENTE

JOSEPH RATZINGER :B16 e G.GÄNSWEIN

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Dal 1° agosto e fino al 14 dello stesso mese, il tradizionale rito orientale sarà celebrato nella Basilica romana di Santa Maria in via Lata.

Da quarant’anni, nella Basilica di Santa Maria in via Lata a Roma, la tradizionale celebrazione orientale della “Quindicina dell’Assunta” viene riproposta ai fedeli in preparazione alla Festa della Beata Vergine Maria del 15 agosto. Nelle chiese orientali di rito bizantino, tanto cattoliche quanto ortodosse, è infatti in uso digiunare e pregare nei quattordici giorni precedenti la Festa dell’Assunta, in quella che viene chiamata la “piccola quaresima della Madre di Dio” in vista della “Pasqua” di Maria.

Una tradizione millenaria

La Quindicina dell’Assunta nasce nella liturgia costantinopolitana-bizantina prima dell’anno mille per celebrare quella solennità che già dal VI secolo a Gerusalemme e poi divulgata dall’imperatore Maurizio in tutto l’impero, sarebbe diventata poi la festa dell’Assunta. Per tutte le chiese orientali (copti, etiopi, siri, maroniti, caldei, armeni…

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LA GLORIFICAZIONE DI MARIA IN ANIMA E CORPO DI PIO XII …BUONA FESTA DELLA ASSUNTA A TUTTI …

JOSEPH RATZINGER :B16 e G.GÄNSWEIN

PIO XII
SERVO DEI SERVI DI DIO
A PERENNE MEMORIA

COSTITUZIONE APOSTOLICA

MUNIFICENTISSIMUS DEUS(1)

LA GLORIFICAZIONE DI MARIA
CON L’ASSUNZIONE AL CIELO
IN ANIMA E CORPO

Il munificentissimo Dio, che tutto può e le cui disposizioni di provvidenza sono fatte di sapienza e d’amore, nei suoi imperscrutabili disegni contempera nella vita dei popoli e in quella dei singoli uomini dolori e gioie, affinché per vie diverse e in diverse maniere tutto cooperi in bene per coloro che lo amano (cf. Rm 8, 28).

Il Nostro pontificato, come anche l’età presente, è assillato da tante cure, preoccupazioni e angosce, per le presenti gravissime calamità e l’aberrazione di molti dalla verità e dalla virtù; ma Ci è di grande conforto vedere che, mentre la fede cattolica si manifesta pubblicamente più attiva, si accende ogni giorno più la devozione verso la vergine Madre di Dio, e quasi dovunque è stimolo…

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Ai piedi dei sette palazzi

il blog di Costanza Miriano

di Emanuele Fant

Nel capannone di una fabbrica dismessa alla periferia di Milano, un artista che si chiama Anselm Kiefer ha innalzato sette torri a prima vista pericolanti, fatte di piombo e cemento armato, alte quasi 20 metri. L’installazione si chiama I Sette palazzi celesti ed è stata ideata per lo spazio espositivo Hangar Bicocca. Camminandoci nel mezzo, si avverte lo sconforto che trasmette un paesaggio bombardato, unito alla colossale spinta verticale degli edifici.

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NO IL SANGUE SULLA SINDONE E’ VERO! NUOVO STUDIO LO CONFERMA: «E’ QUELLO DI CHI E’ STATO TORTURATO»

JOSEPH RATZINGER :B16 e G.GÄNSWEIN

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Uno studio di quattro anni sul Sacro Lino smentirebbe gli attacchi di Borrini e Garlaschelli, ma il tema alla fine è solo quello della fede

Un nuovo studio si occupa della Sindone, pubblicato sulla rivista scientifica Applied Optics, che riprende il discorso dell’autenticità del Sacro Lino là dove era rimasto dopo gli attacchi dello studio di Borrini e Garlaschelli: dal sangue. Una delle obiezioni era circa il colore del sangue rappreso, quella secondo cui è senso comune che, una volta rappreso, diventi marrone ma nel caso del Lino mantiene un colore “troppo rosso”.

Quelle sfumature di rosso – spiega Vatican Insider – sono state analizzate dopo l’Ostensione del 2015, con raggi laser e strumenti ottici che servono anche per dire se l’immagine dell’uomo si è deteriorata (a proposito: no).

I risultati: «Il sangue resta rosso se colpito da raggi ultravioletti compatibili con la luce del sole»

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